Vuelta a Murcia 2026, Julius Johansen: “Azione speciale del team. Sapevamo di dover provare qualcosa prima della salita”

Julius Johansen è stato decisivo per la vittoria di Marc Soler nella prima tappa della Vuelta a Murcia 2026. La UAE Team Emirates XRG ha infatti conquistato la prima frazione della corsa iberica, fortemente caratterizzata dal vento, tanto da causarne un accorciamento, proprio grazie al forcing del danese. A tagliare per primo il traguardo è stato dunque lo spagnolo, che ha beneficiato del prezioso lavoro del compagno, secondo alle sue spalle, decisivo per allungare rispetto agli altri fuggitivi e poi tenere a distanza il gruppo, dal quale è emerso nel finale Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5). Il britannico, terzo al traguardo, è infatti giunto all’arrivo con un ritardo di 40 secondi sul vincitore.

È stato abbastanza speciale – commenta a caldo il danese ai nostri microfoni in riferimento al gran lavoro del team sin dalla partenza – Non è stato tanto il vento contrario, quanto più l’attacco e poi la forte velocità sulla salita, e ci siamo mossi in gruppo. I Movistar erano in tre mentre noi eravamo in due, poi Tim è rientrato ed è stato impressionante. Sapevamo di dover provare qualcosa prima della salita, e quello era un buon momento, ci abbiamo provato e, a quanto pare, ce l’abbiamo fatta”.

Un momento decisivo in cui bisognava fare i conti col vento, ma che la compagine emiratina, soprattutto lui, ha saputo sfruttare al meglio grazie all’indicazione del proprio capitano, Tim Wellens. “Ci ha detto che sarebbe stato un buon momento partire prima della salita. Sapevamo di poter fare bene in salita, ma sentivamo di essere più forti nel vento quindi dovevamo provare qualcosa. C’è stato quel buon momento, in cui abbiamo preso un piccolo vantaggio, e da lì siamo andati a tutta”.

Ovviamente, gran parte del lavoro l’ha fatta lui, mentre lo spagnolo si è risparmiato in vista della salita, anche se poi ha tagliato il traguardo non molto in anticipo rispetto a Johansen. “Era proprio appena di fronte a me – aggiunge il classe 1999 – Sapevo di aver dato tutto prima della salita. Sapevo che potevo magari farla un po’ più piano e poi salire del mio passo, ma sapevamo che nella tappa di domani la salita sarà di sicuro troppo difficile per me. Sapevamo quindi che Marc aveva bisogno di più tempo possibile, ma vediamo che accadrà domani, perché il vento sarà molto simile a oggi. Ma speriamo di poter avere una bella corsa”.

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